When The Reds Go Marching In
Un pensiero, senza pretese ovviamente, per quanto sta succedendo nella ex Birmania, ora Myanmar.Giusto per dare un riassunto veloce a chi non ne sapesse nulla, o comunque si fosse solamente limitato a leggere i titoli qui e là. Per quanti non avessero idea di cosa fosse il Myanmar, tra cui io stesso, è bene sapere che si tratta del nome ufficiale del Paese conosciuto come Birmania ed il cui nome è stato appunto mutato nell'attuale dal regime militare figlio di una serie di governi militaristi che si susseguono nello stato asiatico dal 1962 e che in particolare nel 1988, con l'ascesa al potere dell'attuale governo, in una sanguinosa repressione contro la popolazione che protestava per la cattiva gestione economica. Nel 1990 il governo diede l'assenso alla richiesta di nuove elezioni politiche, le quali furono subito invalidate in quanto avevano sancito la vittoria della Lega Nazionale per la Democrazia (NDL), guidata da Aung San Suu Kyi, futuro premio nobel. I membri dell'NDL furono quindi esiliati e la stessa Suu Kyi incarcerata e tutt'ora agli arresti domiciliari.Elemento scatenante, infine, della presente situazione di crisi nel Paese, la decisione del governo di quintuplicare il prezzo della benzina, aumento che ha scatenato, per inevitabile reazione a catena la lievitazione dei prezzi di tutti gli altri beni di consumo per una popolazione lasciata già sul lastrico dagli embarghi applicati da Usa ed Europa. La rivolta, però, stavolta è nata dal gesto dei monaci buddisti (il buddismo è la principale religione del Myanmar), che sono scesi in strada in manifestazione pacifica e che, rappresentando la più alta autorità morale del Paese, hanno attirato dietro di se moltissima altra gente, finora reticente anche a causa del precedente dell'88.Ad oggi la risoluzione proposta dagli Usa al consiglio dell'ONU è stata bocciata per il veto espresso da Russia e Cina, Paesi che hanno relazioni commerciali comunque con il governo ex Birmano. Un ispettore dell'ONU avrà il compito di monitorare gli accadimenti direttamente sul campo, dove la marcia di truppe militari aggiuntive verso la capitale rendono la possibilità di una repressione violenta più che un timore. Alcuni scontri hanno già avuto luogo non senza vittime, ovviamente il numero delle quali sarà sicuramente maggiore di quello fornito dalle fonti ufficiali e minore di quello ipotizzato dalla stampa, perchè comunque, come diceva Tiziano Terzani, non si può rimanere imparziali di fronte alla morte... specie nel presente caso, vista la caccia aperta nei confronti dei reporter esteri.In ogni caso rimaniamo alla finestra, sperando di non ricadere in quell'indifferenza ingenua di chi comunque è abituato a vedere spesso tali robe nella scatola colorata... Augurandoci che possa accadere tutto il meglio possibile per risolvere la situazione intricata di questo stato asiatico, in fin dei conti potenzialmente ricco, possiede giacimenti di gas naturali e prima dell'embargo era il principale esportatore di riso del mondo, e le cui meraviglie naturali e non, come le grandi foreste e i templi pagani, sono di una bellezza sconvolgente.
*P.S. La foto stavolta non è mia, ma è presa da Wikipedia


