Tuesday, 25 March 2008

True Colors

A sinistra: Rencontre du rio Uruguay et d'un de ses affluentes, Mislones, Argentine... opera del noto fotografo aereo Yann Arthus Bertrand. A destra: Rencontre du Rio Azzurro et d'un deodorant pour le cess, Maison PetitChapeau, Palerme... foto colta da me medesimo. Beh... non sono ancora ai livelli del maestro francese, ma quanto al cogliere lo spirito delle foto aeree direi proprio che ci siamo. Tutto ciò... come avrete sicuramente supposto, mi spinge a parlare di libertà (come non cogliere l'analogia con quanto scritto sopra? eh? ehhh?). Conosco un uomo, un quasi vicino di casa, che da anni tifa per un partito. Col tempo questo movimento partitico ha cambiato nome, facce (seee... facciate per meglio dire), accentramenti e decentramenti, ma lui resta sempre un fido aficionado. Ammirevole tutto ciò, ovvio che la coerenza oggi come oggi... la cosa che però crea in me più sgomento è che, qualora il partito comunicasse al suddetto uomo che il cielo è verde, non solo lui crederebbe ciò, cercando di portare quanti più consensi alla sua nuova causa, ma inizierebbe persino a vederlo verde (il colore l'ho messo a caso). Personalmente ho sempre sostenuto di parteggiare per una linea politica (che spesso non rivedo fra l'altro nei suoi presunti partiti), ho avuto dei blandi riferimenti e, anche quando sono stato confuso sul "chi" votare, non ho mai avuto dubbi sul "chi non", senza per questo escludere mai a priori la possibilità, di fronte ad una degna prospettiva di votare per la fazione totalmente opposta. Oggi noto, che questa mia seppur banale inclinazione al "voler pensare prima di" non è poi una cosa tanto normale in una società dove il clichet è regola. Puoi avvicinarti ad un'idea che vedi giusta come nessun'altra, salvo poi vedere che quelli che vi bazzicano dentro da prima sono così diversi da te... Puoi parlare con persone dal pensiero fastidiosamente differente dal tuo, rispettarle ugualmente ma non essere ricambiato (almeno non a livello di pensiero appunto)... Puoi essere tranquillamente essere tacciato di incoerenza perchè leggi autori che non collimano con la linea tracciata dal tipo di musica che ascolti, differente a sua volta dal modo in cui vesti e persino dalla scelta del lessico. Minchia. Probabilmente avevo sottovalutato la categorizzazione sociale, persino quando durante le lezioni di letteratura moderna il professore vaneggiava riguardo al nero (socialmente povero...diciamo low society) che non potrà diventare mai bianco (high society) e viceversa senza sconvolgimenti cosmici... nel mio sentirmi come quei vestiti che stanno fighi un pò con tutti i colori, mi sentivo avulso dal discorso... ma mi accorgo sempre più che non è propriamente così. Penso ci siano dei piccoli alieni grigi che hanno infilato delle sondine nei nostri cervelli rendendoci fottutamente assoggettati, assoggettanti e persino assuggettonti (anche se non so esattamente cosa voglia dire l'ultimo termine). Oggi anche l'irrazionalità è programmata. Faccio così perchè me lo dice il partito, il mio credo, il capobranco, il cartellone per strada, il fruttivendolo di ballarò, per compiacare x, y o z... faccio così perchè "è così che vanno le cose oggi, non potrei essere altrimenti"... sono tutte affermazioni che noi non riconosciamo, non ammettiamo, non sentiamo nostre... eppure ci vengono inviate di continuo dagli alienozzi grigi... poi è anche da considerare il fatto che c'è un odio così profondo verso la classe arbitrale che persino il libero arbitrio è ritenuto cornuto dagli italiani. Da ciò deduco che quando tale Bob Marley (cantante che certo non è trai miei preferiti), in una delle 30 canzoni più belle di sempre, diceva "Emancipate yourselves from mental slavery; None but ourselves can free our mind..." fosse o drogato ... oppure non fosse stato intubato per ragioni di capigliatura particolarmente impenetrabile. Quiggiù, da par mio, tento di pensarla in maniera più mia possibile, contestando anche le divinità in cui stracredo nel caso dovessi pensare che queste siano in errore, e continuando a potermi permettere di vedere nel mio cesso le belle foreste del Sudamerica... Perchè decisamente posso permettermelo, non è forse questo essere ricchi?

1 comment:

Anonymous said...

Bravo, dici cose che sembrano scontate ma in maniera affatto ovvia. Purtroppo la stereopatizzazione del prossimo dilaga... anch'io ci casco a volte. Nonostante ciò continuo ad odiare chi ti vede vestito trasandato e pensa che tu sia di sinistra o chi crede che solo perchè hai un attività commerciale tu sia di destra. Il mondo è bello perchè ogni suo elemento si può combinare cento, e mille, e un milione di volte in diversi modi e con altrettanti altri elementi. Inquadrare il mondo a compartimenti stagni è molto triste ed indice di superficilità. Amen.